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Pubblicato il 02 novembre 2017 in News
Occupazione femminile: nella Ue siamo una Cenerentola

Nell’Unione Europea il 72% degli uomini che rientrano nella cosiddetta età lavorativa (convenzionalmente compresa fra i 15 e i 64 anni) ha un’occupazione. Per le donne il dato si abbassa al 61%. In Italia la forbice è ancora più ampia: ha un lavoro il 66,5% degli uomini e soltanto il 48,1% delle donne. Lo rivela un rapporto di Eurostat diffuso nelle ultime settimane.

L’Italia è il paese della Ue in cui il divario fra occupazione maschile e femminile è più sensibile ed uno dei due paesi (l’altro è la Grecia) in cui il tasso di occupazione femminile è al di sotto del 50%. All’estremo opposto la Svezia, dove il 74,8% delle donne ha un impiego con uno scarto inferiore ai tre punti rispetto agli uomini. Restando all’Italia, ha un’occupazione il 51,9% delle donne che non hanno figli e il 56,7% delle madri che ne hanno uno. Il valore passa al 55% per quelle che ne hanno due e scende al 43,8% per quelle che ne hanno tre o più. In Svezia anche quando la prole è numerosa non si abbandona il lavoro: l’84,9% delle mamme con tre o più bambini risulta occupata.

 

Profondissime differenze si registrano nella scelta (o nell’opportunità?) del tempo parziale. In Italia il 32,7% delle donne occupate ha un contratto di questo tipo. In Olanda è la condizione lavorativa per il 76,4% delle donne che lavorano, in Bulgaria per appena il 2,2%. Più bassa della media Ue, che è del 33%, è in Italia anche la quota delle donne in carriera: da noi su 100 dirigenti solo 28 appartengono al gentil sesso. In Lettonia ci si avvicina alla parità: le donne in carriera rappresentano il 47% dei manager.

Indipendentemente dal lavoro, un dato infine che accomuna generalmente uomini e donne nei vari paesi è il grado di soddisfazione delle loro vite. Qui la differenza di genere non si fa davvero avvertire. Tuttavia le percezioni cambiano in base alla nazionalità: i più soddisfatti sono finlandesi e danesi, i meno soddisfatti i bulgari. E noi italiani? Siamo nel gruppone di metà classifica, ma nella parte bassa, e leggermente al di sotto della media Ue.

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