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Pubblicato il 05 febbraio 2017 in Consigli
Quali sono le soft skills più valutate nei colloqui di lavoro?

“Le soft skill sono un insieme di abilità e saperi non tecnici che sostengono una partecipazione efficace sul lavoro. Non sono specifiche rispetto al tipo di lavoro e sono fortemente connesse alle qualità e agli atteggiamenti personali (fiducia, disciplina, autogestione…), alle abilità sociali (comunicazione, lavoro in gruppo, gestione delle emozioni…) e gestionali (gestione del tempo, risoluzione di problemi, pensiero critico…). Per la loro intangibilità, alcune di queste capacità sono difficili da quantificare, riconoscere, valutare e sviluppare”.

La definizione è contenuta nel resoconto di un’indagine presentata un anno fa da Erasmusplus, il programma dell’Unione Europea dedicato alla formazione e all’istruzione, ed effettuata in sei paesi: Austria, Bulgaria, Francia, Germania, Svezia ed Italia. L’obiettivo era individuare quali sono le soft skills più richieste dalle imprese. Sono stati interpellati complessivamente 77 esponenti di organizzazioni di vario tipo. Oltre la metà del campione era costituito da rappresentanti di imprese al di sotto dei 50 dipendenti. Il 33% degli intervistati apparteneva al top management. Un altro 35% aveva ruoli di responsabilità nell’ambito delle risorse umane. La quota residua era costituita da formatori, selezionatori, consulenti, tecnici. Fra le 23 organizzazioni interpellate in Italia figurava la Tosi F.lli srl di Varallo, una delle aziende più prestigiose del portafoglio clienti della nostra società.

L’indagine ha stabilito che sono 12 le soft skills da ritenersi assolutamente indispensabili ai fini dell’occupabilità. Per farsi strada nel mondo del lavoro la più significativa è la gestione del tempo (seguita da motivazione, flessibilità e capacità di gestire le responsabilità). Per padroneggiare le abilità sociali in cima alla lista spicca il sapere lavorare in gruppo (subito dietro orientamento al servizio, gestione dei conflitti e abilità comunicative). Per riuscire a raggiungere risultati la soft skill considerata primaria è il problem solving (quindi vengono creatività, decision making e pensiero critico).

 

Il primato del problem solving, cioè la capacità di trovare soluzioni efficaci e praticabili a problemi anche complessi, è stato riaffermato di recente anche al World Economic Forum di Davos dove è stato presentato il report “The Future of Jobs”. È stato indicato al primo sia nella top ten delle soft skills attualmente più valutate nei colloqui di lavoro sia nella top ten delle soft skills che saranno più richieste negli anni a venire, graduatoria in cui pensiero critico e creatività avanzeranno verso gli altri due gradini del podio.

Tecniche per la soluzione dei problemi, metodi per la gestione del tempo e sviluppo delle capacità comunicative per lavorare in gruppo sono l’oggetto specifico proprio di tre ebook che fanno parte delle nostre collane editoriali. Sono scaricabili nella sezione Palestra Lavoro di questo stesso portale

SCRITTO DA
Ugo Ravaioli

Ugo Ravaioli

Ugo Ravaioli, forlivese, giornalista professionista e scrittore, ha lavorato per oltre trent'anni a "Il Resto del Carlino", dirigendo varie redazioni provinciali. Oggi la sua attività è rivolta alla comunicazione d'impresa e alla manualistica aziendale. È autore inoltre del libro umoristico "Né Paco né Willy figuravano tra questi".
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