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Pubblicato il 02 novembre 2017 in News
Sapere e saper fare, l'inscindibile binomio alla base della crescita

Il lavoro? “Una parola promessa, a volte tradita, spesso malvissuta”. Lo ha scritto Francesco Occhetta nella prefazione di un libro pubblicato alla vigilia della recente edizione della Settimana sociale dei cattolici italiani, promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana e tenuta a fine ottobre a Cagliari. Il libro si intitola “Il lavoro promesso” e l’autore, un padre gesuita, lo ha espressamente dedicato a chi il lavoro lo “sta cercando”.

«Dire lavoro significa pensarlo come una grande pianta che produce ossigeno – sostiene Occhetta, che è teologo, giornalista, scrittore e blogger –. Spesso ci si preoccupa solamente dei frutti che tardano a germogliare, quasi mai si investe sulla cura del tronco e sul nutrimento delle sue radici». Il nodo da sciogliere perciò è la formazione, che è stato il tema cruciale del convegno cagliaritano. E perché la formazione sia efficace, si è detto, occorre armonizzare – lo sostenevano già i filosofi greci – “Theoria” e “Techne”, ossia sapere e saper fare.

«Se la formazione è difettosa, dobbiamo rivederla, magari imparando da Paesi vicini come la Germania» ha rilevato il cardinale ghanese Peter Turkson, in uno degli interventi più applauditi. In Germania la disoccupazione è ai livelli più bassi degli ultimi trent’anni e delle 12 regioni dei paesi europei che hanno tassi inferiori al 2,8% ben 9 sono tedesche.

 

In Germania non esiste uno studente di un liceo o di un istituto tecnico o professionale che all’interno dell’iter scolastico non abbia mai messo piede in un’azienda o in una fabbrica. Chi si iscrive ad una scuola superiore è obbligato a confrontarsi fin da subito con il mondo del lavoro, nel primo anno attraverso visite ma già dal secondo attraverso il cosiddetto “Praktikum”, che è l’equivalente del nostro tirocinio.

Ma c’è di più: il sistema tedesco prevede che nella fase di apprendistato (chiamata Berufsausbildung) aziende e Stato investano considerevolmente nella formazione del neo assunto, per cui un quarto dell’orario di lavoro viene riservato ad attività in azienda in cui si è affiancati da un “meister” (un tutor) ed a lezioni in aula presso scuole professionali statali, nelle quali fra le materie sono incluse anche lingua inglese, educazione civica ed etica.

SCRITTO DA
Ugo Ravaioli

Ugo Ravaioli

Ugo Ravaioli, forlivese, giornalista professionista e scrittore, ha lavorato per oltre trent'anni a "Il Resto del Carlino", dirigendo varie redazioni provinciali. Oggi la sua attività è rivolta alla comunicazione d'impresa e alla manualistica aziendale. È autore inoltre del libro umoristico "Né Paco né Willy figuravano tra questi".
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