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Pubblicato il 30 luglio 2015 in Perle di saggezza
"Scegli chi ti aiuta" va ad arricchire la collana di Palestra Lavoro
In veste rinnovata riproposto il libro di Federica Broccoli e Flavio Cabrini

Non c’è forse via più famosa al mondo della Fith Avenue, la Quinta Strada, il cuore di New York. Attraversa Manhattan da Greenwich Village ad Harlem, rasentando Central Park. Tre chilometri nei quali si affacciano l’Empire State Building o il Guggenheim Museum, Tiffany o il cubo di vetro dell’Apple Store, l’Hotel Plaza o la cattedrale di San Patrizio. E sempre lì, al civico 60, c’è la redazione di Forbes, la più prestigiosa rivista di economia e finanza, che nel 2017 festeggerà il secolo di vita. La tiratura sfiora il milione di copie e la versione online ha mediamente 30 milioni di lettori unici al mese.

Forbes da sempre è una miniera di suggerimenti e di spunti in tema di management, ivi compresa la selezione del personale. “Pensi di avere dipendenti incompetenti? Comincia con il domandarti come mai sono finiti a lavorare per te” esordiva a questo proposito un articolo pubblicato recentemente sulla rivista. E di seguito elencava dieci errori che spesso viziano il processo di reclutamento e di assunzione. Quei dieci errori hanno alla loro base due comuni denominatori: in primo luogo la convinzione che possa bastare l’offerta di uno stipendio più alto rispetto alla concorrenza per attirare e trattenere elementi di talento, trascurando il fatto che gli aspetti motivazionali hanno in genere il sopravvento sulle considerazioni di ordine economico; in secondo luogo la mancanza di una visione strategica nelle politiche di gestione del personale il che comporta il ricorso a soluzioni frettolose e improvvisate una volta che ci si trova premuti dall’urgenza di tamponare improvvisi o imprevisti vuoti in organico.

Questi medesimi due concetti sono un refrain nei corsi e negli interventi  di Flavio Cabrini, general manager di OSM Network, e di Federica Broccoli, responsabile del progetto OSM Lavoro, e li rintracciate anche in “Scegli chi ti aiuta”, un libro che hanno scritto a quattro mani e che ora ripropongono in una rinnovata e più elegante versione come ebook. È scaricabile nella sezione Palestra Lavoro di questo stesso portale. Qui di seguito intanto vi anticipiamo un piccolo estratto.

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Scoperto il dna del “talento”!

Nell’immaginario collettivo quando si pensa ad un talento generalmente ci si riferisce ad una persona con qualità straordinarie, doti innate fuori dal comune e quindi a un individuo decisamente superiore alla media. Vengono in mente persone del calibro di W.A. Mozart, Leonardo da Vinci, Thomas Edison oppure, in riferimento ai giorni nostri e senza voler essere irriverenti, sono considerati talenti Bill Gates nel campo dell’informatica, Messi nel campo dello sport oppure Dustin Hoffman nel campo del cinema.

Anche nel mondo dell’impresa molto spesso il concetto di talento assume questo significato. Le aziende bramano e rincorrono persone dotate di caratteristiche straordinarie in termini di competenze o abilità individuali che, una volta assunte, rivoluzionino l’intera azienda portandola al successo. Sono convinte che trovare un paio di questi “elementi” (il campionissimo delle vendite, il mago della finanza o il genio dell’informatica) risolverebbe per sempre i loro problemi. Persone che, se anche esistessero, sarebbero comunque fuori dalla portata economica della maggior parte delle PMI.

Invece il concetto di talento per un’azienda dovrebbe avere una connotazione differente. Le imprese non dovrebbero puntare a cercare individui straordinari che cambino le sorti del business in una settimana. I veri talenti per le PMI sono semplicemente persone che condividono i valori dell’azienda, sono produttive e creano risultati, portano un valore aggiunto in termini di atteggiamento/ idee / competenze e creano un impatto positivo all’interno del gruppo.

Per un imprenditore il talento è la persona che condivide i suoi progetti e non ostacola la loro realizzazione, propone idee innovative, diffonde il buon umore, si integra rapidamente nel gruppo, non ha costantemente bisogno di direttive e infonde passione in ciò che fa.

Quali sono le caratteristiche che identificano il talento?

La prima è il SENSO DI INADEGUATEZZA. Il talento è colui che, pur ottenendo buoni risultati, non si sente mai arrivato. Non ne sa mai abbastanza. Si sente sempre “positivamente inadeguato” per il proprio ruolo e quindi è costantemente focalizzato sull’automiglioramento, continua ad aggiornarsi, è desideroso di imparare e di crescere, si confronta con i migliori e cerca di emularli.

La seconda è il SENSO DI URGENZA. Per un talento il momento giusto è sempre “adesso”. Scalpita dal desiderio di ottenere risultati, si attiva tempestivamente per realizzare le idee che ha pensato. Non ha tempo da perdere. Non vuole rimandare, aspettare, procrastinare. Vuole solo ottenere risultati, realizzare i suoi sogni. In fretta.

La terza è la DISPONIBILITÁ AL CAMBIAMENTO. Diffidate di chi resiste al cambiamento e alle innovazioni. Di chi dice che tutto va bene perché ha sempre funzionato così. Queste persone non vi porteranno nel futuro e non faranno espandere la vostra azienda. Il talento anticipa il cambiamento e lo cavalca; o perlomeno non lo frena. Spesso lo propone e vi partecipa attivamente.

La quarta è l’ORIENTAMENTO A FARE PRIMA DI AVERE. Il vero talento prima agisce e porta risultati, poi chiede qualcosa in cambio. Non ha bisogno del “gettone” per fare qualcosa. Coloro che dicono “Per vendere i nuovi prodotti mi serve la brochure”, oppure “Sì, partecipo a questo progetto; ma quanto ci guadagno?” sono collaboratori jukebox, nel senso che non funzionano se non inserisci il gettone; non sono veri talenti, per quanto possano avere capacità produttive o competenze tecniche specifiche. Il talento invece possiede intraprendenza e iniziativa, si mette all’opera senza necessariamente aspettarsi un ritorno economico o un riconoscimento immediato; spesso si attiva anche su progetti non strettamente legati al suo ruolo specifico, motivato dal desiderio di contribuire e aiutare.

La quinta è l’ATTEGGIAMENTO “NO PROBLEM”. Il talento è focalizzato sui risultati e pensa che qualsiasi barriera possa essere abbattuta e qualsiasi difficoltà risolta. È più concentrato sulle soluzioni che sui problemi e sa che può contribuire a migliorare l’azienda in cui lavora risolvendo personalmente le difficoltà che incontra, evitando che queste arrivino ai suoi superiori. Affronta ogni situazione dicendo al suo capo “Non preoccuparti. Me ne occupo io”. Quanto vale per un imprenditore arrivare alla mattina in azienda e trovare qualcuno che con un sorriso gli porta delle soluzioni ai problemi? Questo non ha prezzo.

 

Riassumendo… come riconoscete un talento? Spinta costante al miglioramento personale. Velocità nell’ottenere risultati. Predisposizione all’innovazione. Iniziativa senza pretese. Capacità di risolvere i problemi.

Il talento per le PMI è un individuo prezioso perché fa sorridere l’imprenditore. E un imprenditore sereno è la migliore notizia per tutta l’azienda.

 

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