MENU

HOMEPAGE SEI UN CANDIDATO? SEI UN AZIENDA? BLOG E-COMMERCE
Cerca annunci di lavoro
Fai la ricerca e candidati alle offerte che ti interessano
Regione
Categoria cerca
Pubblicato il 14 giugno 2017 in News
Stress da lavoro? In Italia ne soffre quasi la metà degli occupati
E molto spesso le cause apparenti non sono affatto quelle vere

Il  46,6% dei lavoratori italiani soffre di quello che gli anglosassoni chiamano “job strain”, cioè accusa uno stress da lavoro che può avere riflessi non solo sulle prestazioni ma sulla stessa salute. C’è chi sta peggio: secondo i dati contenuti in un rapporto dell’Ocse (l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), in Turchia vive questa condizione il 76,2% degli occupati, in Grecia il 64,4%, in Spagna il 52,6%. A giustificare il dato turco ci sono gli orari massacranti: quasi un quarto dei lavoratori è impegnato per più di 60 ore la settimana (in Italia lo è il 3,9%). In Grecia e Spagna, che hanno tassi di disoccupazione pressoché doppi rispetto all’Italia, lo stress è spesso figlio dell’insicurezza e della precarietà del posto di lavoro.

I meno stressati fra i  lavoratori dei 35 paesi che aderiscono all’Ocse a quanto pare sono i neozelandesi: solo il 23,3% è vittima del “job strain”. Sotto il 30% anche svizzeri, australiani, norvegesi e finlandesi. Sopra il 50% troviamo Giappone e Corea. Francia e Germania hanno percentuali similari all’Italia (45%). In Gran Bretagna il valore staziona sul 36% e negli Stati Uniti sul 33%.

 

A coniare i termini “stress” e “strain” è stato il matematico Augustin Cauchy. Definì “stress” la pressione esercitata su un elemento e “strain” le deformazioni che quell’elemento subisce a causa della pressione a cui è sottoposto. In pratica, una distinzione fra causa e effetto. Delle due parole il nostro vocabolario ha accolto unicamente “stress” in maniera estensiva.

Inteso come pressione, lo stress non è di per sé negativo. Anzi può spingere a dare il meglio, sprigionando insospettabili energie. Ma quando le pressioni sono ripetute ed eccessive, o comunque tali vengono giudicate, originano spesso reazioni negative e possono perfino determinare una condizione patogena, cioè generatrice di disturbi fisici o psichici di cui il più tipico è la nevrastenia, ovvero il cosiddetto “esaurimento nervoso”.

Il “job strain”, lo stress da lavoro, è in sostanza quella condizione in cui si vivono male le pressioni che il lavoro comporta. Certamente può dipendere dal contenuto del lavoro oppure dai carichi o dai ritmi che lo caratterizzano. Ma per quanto le cose da fare risultino sgradevoli, troppe o gravose, un peso non indifferente nello stressare un individuo è legato a fattori di altra natura. In particolare all’ambiente e alle relazioni personali. Sul lavoro ma anche extra lavoro.

 

            Non si viene al mondo stressati. Lo stress è un fenomeno indotto, procurato da agenti esterni a noi. Purtroppo non sempre riusciamo a riconoscerli, continuando a restare esposti al loro influsso. Troppo spesso cioè non ci rendiamo conto che le cause vere non sono quelle apparenti. Nella nostra collana di prodotti editoriali, visionabili nella sezione Palestra Lavoro di Mister Hire, è disponibile “Trovato antivirus contro lo stress!”, un ebook che non solo può rivelarsi utile per approfondire l’argomento ma soprattutto svela un metodo per individuare le fonti primarie che alimentano e amplificano situazioni di stress, rendendoci sempre più vulnerabili, e indica le azioni da mettere in atto per ritrovare serenità.

SCRITTO DA
Ugo Ravaioli

Ugo Ravaioli

Ugo Ravaioli, forlivese, giornalista professionista e scrittore, ha lavorato per oltre trent'anni a "Il Resto del Carlino", dirigendo varie redazioni provinciali. Oggi la sua attività è rivolta alla comunicazione d'impresa e alla manualistica aziendale. È autore inoltre del libro umoristico "Né Paco né Willy figuravano tra questi".
Condividi questo articolo
Lascia un commento
invia
Sito realizzato da Yourbiz.it - Web Agency
Sei un candidato e vuoi contattarci? Clicca qui