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Pubblicato il 13 febbraio 2018 in News
Valorizzazione del capitale umano: l'Italia ancora in forte ritardo
Un rapporto del World Economic Forum ci colloca al 35° posto al mondo

Come se la cava l’Italia in fatto di sviluppo del capitale umano? Non troppo bene: a dar retta al rapporto recentemente presentato al World Economic Forum, che ha messo sotto la lente ben 130 paesi, siamo al 35° posto. Capeggiano la classifica due paesi scandinavi, la Norvegia e la Finlandia, seguite da Svizzera, Stati Uniti e Danimarca. Ci precedono tutti i paesi del G8 ma anche le tre repubbliche baltiche, l’intero Benelux e perfino Kazakistan e Singapore. In Europa ci sopravanzano ancora Svezia, Slovenia, Austria, Irlanda, Islanda, Repubblica Ceca, Ucraina, Polonia e Bulgaria. Ci lasciamo alle spalle invece Slovacchia, Croazia, Cipro, Ungheria, Malta, Romania, Portogallo, Spagna, Grecia, Serbia, Moldavia, Macedonia e Albania.

 

Ma cos’è che ci penalizza? Per capirlo proviamo a tracciare un paragone con la prima della classe, la Norvegia. L’Italia ha una popolazione quasi dieci volte superiore, mediamente più anziana (età media 46 anni contro 39). Di coloro che sono in età lavorativa solo il 49,5% ha un’occupazione mentre in Norvegia il dato sale al 64,5%. Netto il divario in termine di PIL pro capite: 34.620 dollari l’Italia, 63.811 la Norvegia. Notevole anche la differenza del valore della produzione per lavoratore (126 mila dollari in Norvegia, 93 mila in Italia).

 

La Norvegia è prima al mondo come alfabetizzazione letteraria e matematica degli under 24, l’Italia viene collocata al 27° posto. Per qualità del sistema educativo la Norvegia è indicata all’8° posto, l’Italia appena al 55°. Ma spicca ancora di più il gap in termini di estensione della formazione professionale: la Norvegia è al secondo posto, l’Italia nelle retrovie (110° posto!). Tutto ciò si traduce nel fatto che la Norvegia è ancora prima al mondo come disponibilità di risorse formate per soddisfare i fabbisogni del sistema produttivo mentre l’Italia non va oltre il 40° posto. Ancora: dal punto di vista occupazionale la Norvegia è il paese del pianeta con meno disparità di genere, anzi con una perfetta parità fra i sessi. E anche qui l’Italia ha molto da imparare: siamo al 77° posto. Il dato più sconsolante tuttavia è un altro: siamo al 123° posto al mondo come tasso di partecipazione dei giovani alla forza lavoro complessiva.

 

La scoperta dei talenti e lo sviluppo del capitale umano costituiscono uno dei tratti distintivi della mission che si è data la nostra azienda, Il messaggio che arriva dal World Economic Forum si incoraggia a proseguire ancora con più slancio nella nostra opera per contribuire in qualche misura a colmare un ritardo che pregiudica le capacità di crescita del nostro paese.

SCRITTO DA
Ugo Ravaioli

Ugo Ravaioli

Ugo Ravaioli, forlivese, giornalista professionista e scrittore, ha lavorato per oltre trent'anni a "Il Resto del Carlino", dirigendo varie redazioni provinciali. Oggi la sua attività è rivolta alla comunicazione d'impresa e alla manualistica aziendale. È autore inoltre del libro umoristico "Né Paco né Willy figuravano tra questi".
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