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Pubblicato il 14 novembre 2016 in Storie
Dopo i candidati in mutande arrivano i test online
Anche l'esercito indiano si adegua finalmente ai tempi

Come fare per impedire che durante una prova scritta di selezione i candidati copiassero? Obbligarli a sostenerla in mutande. È capitato lo scorso marzo in India dove un migliaio di aspiranti ad un posto negli organici delle forze armate sono stati disposti seminudi in un immenso campo, a debita distanza l’uno dall’altro. Costringendoli a presentarsi in mutande, non c’è stata per gli esaminatori la necessità di perquisirli per accertarsi che non nascondessero nelle pieghe di qualche indumento appunti e bigliettini. La decisione poi di effettuare la prova all’aperto ha scongiurato  che si ripetesse uno sconcertante episodio dell’anno precedente, quando decine di persone si erano arrampicate sulla facciata di un edificio sede d’esame per suggerire dalle finestre le risposte da fornire.

 

Secondo l’autorevole magazine Forbes, in India attualmente ci sono 84 miliardari (parliamo di dollari) ma quasi un terzo degli oltre un miliardo e 300 milioni di abitanti vive in condizioni di estrema indigenza. Il salario minimo si aggira sui 40 dollari al mese. Poco più di tre volte più alto è lo stipendio medio, che è attorno ai 130 dollari. Per capirci, un insegnante o un bancario deve accantonare i soldi di sei buste paga per comperarsi l’ultimo modello di iPhone.

In questo scenario il sogno di moltissimi studenti indiani è quello di essere reclutati nei ranghi militari. La retribuzione di un sottotenente di primo pelo supera i 200 dollari al mese. Non è un granché ma è comunque ben sopra quella media nazionale e cresce progressivamente di anno in anno anche senza avanzamenti di carriera. Come numero di addetti, l’esercito indiano è il secondo al mondo preceduto solo dal cinese:  solo fra truppe attive e riservisti oltrepassa i due milioni di unità. Non va dimenticato poi che l’India è una potenza atomica e possiede un centinaio di testate nucleari.

 

Ora però in arrivo c’è una novità: le centinaia di migliaia di candidati che si fanno avanti ad ogni campagna di reclutamento verranno selezionati attraverso dei test online ai quali potranno accedere da casa. Sarà quindi un test e non più una prova scritta a stabilire chi verrà ammesso alle prove mediche e fisiche finali, che completano il processo d’assunzione. I test per ora verranno introdotti in 3 distretti su 12 e se la sperimentazione darà i riscontri sperati verrà estesa a tutto il paese.

SCRITTO DA
Ugo Ravaioli

Ugo Ravaioli

Ugo Ravaioli, forlivese, giornalista professionista e scrittore, ha lavorato per oltre trent'anni a "Il Resto del Carlino", dirigendo varie redazioni provinciali. Oggi la sua attività è rivolta alla comunicazione d'impresa e alla manualistica aziendale. È autore inoltre del libro umoristico "Né Paco né Willy figuravano tra questi".
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