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Pubblicato il 15 marzo 2018 in News
Il 57% dei disoccupati cerca invano lavoro da più di un anno

Rivolgersi a parenti, amici e conoscenti rimane la pratica più diffusa per trovare lavoro: lo fa l’83,3% di coloro che sono in cerca di una prima o di una nuova occupazione. Seguono l’invio del curriculum (67,6%) e la consultazione delle opportunità rintracciabili sul web (56,9%). Lo si legge nelle pieghe delle 40 pagine dell’ultimo rapporto trimestrale sul mercato del lavoro diffuso dall’Istat, dal quale estrapoliamo qualche altro dato che non sempre è stato messo in evidenza dai resoconti apparsi sui media.

 

  • Si stima che siano 1 milione 667 mila le persone infruttuosamente in cerca di occupazione da oltre un anno. Rappresentano il 57,2% del totale dei disoccupati.
  • Il tasso di inattività è più elevato fra la popolazione residente di cittadinanza italiana (34,9%) rispetto a quella di cittadinanza straniera (29,5%). Ciò vale per entrambi i sessi. Fra le donne, ad esempio, il tasso di inattività delle cittadine straniere è del 40,6% contro il 44,1% delle cittadine italiane.
  • Nella fascia fra i 15 e i 64 anni gli inattivi sono 13 milioni 282 mila, di cui però 10 milioni 268 mila (di cui 6 milioni 726 mila donne) non sono disponibili attualmente ad accettare un lavoro, in buona parte (cioè 4 milioni 343 mila) per motivi di studio. Sono però 1 milione 589 mila i cosiddetti scoraggiati: non studiano più, non hanno un’occupazione e nemmeno la cercano perché ormai convinti che sia impossibile trovarla.
  • Nel 2017 l’aumento di occupazione è stato maggiore in ambito femminile (+1,6%) che non maschile (+0,9). Ed è stato maggiore per gli stranieri (+1,1%) che non per gli italiani (+0,7%).
  • Al Nord nel 2017 il tasso di occupazione ha registrato le maggiori crescite nelle province di Venezia, Piacenza, Biella, Varese, Padova e Brescia (con variazioni comprese fra +3,4 e 2,2). Al Centro i dati migliori appartengono alle province di Pesaro-Urbino e Latina (+2.9). Nel Sud alle province di Vibo Valentia, Caserta, Pescara e Bari (con incrementi fra il 2,3 e il 4,8).
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