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Pubblicato il 26 agosto 2014 in Storie
Lavoro minorile legalizzato in Bolivia già a partire dai 10 anni
Dopo tre anni di lotte da parte di un sindacato di ragazzi e bambini

Secondo i dati dell’Unicef il fenomeno del lavoro minorile, o addirittura infantile, riguarda 150 milioni di bambini nel mondo, una metà dei quali impiegati in attività massacranti o pericolose come nelle miniere o nelle cave dove si maneggia la dinamite e si contrae la silicosi. Secondo un recentissimo dossier di “Save the Children”, sacche di sfruttamento esisterebbero anche in Italia dove da gennaio ad oggi sono arrivati via mare oltre 9 mila bambini non accompagnati, che hanno abbandonato da soli i loro paesi d’origine o hanno perso i genitori durante il viaggio. Per ripagare i trafficanti che li hanno fatti emigrare o per sfamarsi, molti verrebbero utilizzati per un paio di euro all’ora nei mercati o negli autolavaggi.

 

In queste settimane la stampa internazionale ha dedicato grande spazio al fatto che in Bolivia è stato legalizzato il lavoro minorile a partire dai 10 anni. La legge prevede che una volta compiuta quell’età possano lavorare in forma autonoma (c’è chi fa il lustrascarpe, c’è chi pulisce lapidi nei cimiteri) e soltanto dai 12 anni come dipendenti, previa autorizzazione scritta dei genitori. Prescrive inoltre che possano essere occupati per un massimo di 6 ore al giorno, purché non coincidenti con quelle delle lezioni scolastiche e non rientranti nella fascia notturna. Il cosiddetto nuovo “Código de la Niña, Niño y Adolescente” è stato promulgato ed è entrato in vigore dopo che per tre anni L’Unatsbo, il sindacato dei bambini boliviani, si è battuto con scioperi, volantinaggi e proteste – sfidando spesso manganelli e lacrimogeni – per impedire che sempre per legge fosse consentita un’attività lavorativa soltanto a partire dai 14 anni. In Bolivia si stima che siano almeno 850 mila i bambini e i ragazzi fra i 5 e i 17 anni che di fatto lavorano.

 

La mobilitazione aveva raggiunto il punto più acuto a dicembre dopo che il limite dei 14 anni era stato approvato da uno dei due rami del Parlamento. Alla fine i bambini lavoratori hanno trovato un appoggio decisivo nel presidente Evo Morales, che è un ex bambino lavoratore: ha trascorso l’infanzia portando al pascolo mandrie di lama sulle Ande. Il leader del l’Unatsbo, il sindacato dei bambini, è un quindicenne: Rodrigo Medrano. Vende gomme da masticare e sigarette in bar e discoteche, ricavandone mediamente 7-8 euro ogni sera. Sindacati del genere esistono anche in Guatemala, Paraguay, Perù e Colombia.

 

 

 

 

Tags: in evidenza
SCRITTO DA
Ugo Ravaioli

Ugo Ravaioli

Ugo Ravaioli, forlivese, giornalista professionista e scrittore, ha lavorato per oltre trent'anni a "Il Resto del Carlino", dirigendo varie redazioni provinciali. Oggi la sua attività è rivolta alla comunicazione d'impresa e alla manualistica aziendale. È autore inoltre del libro umoristico "Né Paco né Willy figuravano tra questi".
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