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Pubblicato il 12 maggio 2018 in News
Oreal, Pepsi ed Ikea hanno affidato a un robot i colloqui di lavoro

“Ciao, mi chiamo Vera e sono un robot!”. In Russia può capitare che nel giro di cinque minuti quasi un migliaio di telefonate inizino con queste parole. E tutte partono da Vera che è perfettamente in grado di gestire in contemporanea le conversazioni che poi si sviluppano. Da fine 2016, cioè da quando è entrata in servizio, Vera ha effettuato circa un milione e mezzo di interviste telefoniche e altre dieci mila in video. A che scopo? Perché ha avuto l’incarico da parte di oltre 300 aziende di occuparsi della catena del reclutamento: dalla ricerca di potenziali candidati fino alla definizione di una ristretta rosa dei più idonei a ricoprire le posizioni vacanti. A quel punto passa la palla ad un umano in carne ed ossa, cui almeno per il momento resta riservata la scelta finale.

Vera come recruiter è un mostro di efficienza: è in grado di fare in nove ore una mole di colloqui che ad un essere umano richiederebbero non meno di nove settimane. Non si tratta certo del primo esempio di utilizzo dell’intelligenza artificiale nel campo della selezione del personale ma di sicuro è quello più sorprendente e di maggior successo. Già nel primo anno di attività, in Russia, Vera ha fatto da tramite a 95 mila assunzioni per clienti come MTS e Rostelecom, due giganti della telefonia, e Auchan, colosso della grande distribuzione.  In campo internazionale il primo grande committente è stato il gruppo Arloid, una holding degli Emirati Arabi, che ha affidato a Vera selezioni per 25 mila posti di lavoro. Più di recente Oreal, Pepsi e Ikea hanno deciso di affidare al robot russo le loro campagne di rdclutamento.

Vera ha avuto i natali a San Pietroburgo e il suo giovanissimo creatore, Vladimir Sveshnikov, 28 anni, ha scelto di chiamarla con lo stesso nome di sua madre (la parola russa “Vera” significa “Fede”). Stafory, la startup fondata da Sveshnikov, è partita con una dotazione di 10 mila dollari ma grazie ai suoi avveniristici progetti è riuscita a calamitare un milione e 200 mila dollari di finanziamenti da piccoli e grandi investitori. Il robot non solo è in grado di effettuare ricerche, telefonate o interviste ma può predisporre e inviare e-mail ed è programmato perfino per cercare di decifrare le emozioni e le motivazioni dei candidati che interpella. E in più, come un po’ tutti i professionisti del ramo, Vera ha una pagina LinkedIn personale, oltre ad un account su Facebook.

 

SCRITTO DA
Ugo Ravaioli

Ugo Ravaioli

Ugo Ravaioli, forlivese, giornalista professionista e scrittore, ha lavorato per oltre trent'anni a "Il Resto del Carlino", dirigendo varie redazioni provinciali. Oggi la sua attività è rivolta alla comunicazione d'impresa e alla manualistica aziendale. È autore inoltre del libro umoristico "Né Paco né Willy figuravano tra questi".
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