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Pubblicato il 31 agosto 2018 in Perle di saggezza
Qual è la strategia migliore per superare un colloquio di lavoro?
Mister Hire ti svela come l'analisi SWOT può aiutarti a ottenere il lavoro dei tuoi sogni
Hello guys,
 
sapete cos’è l’analisi SWOT? Vi confesso che la prima cosa che ne ho sentito parlare l’ho scambiata per una valutazione di tipo scolastico e mi sono detto “It’s not for me”, insomma “Non fa per me”. Why? Dovete sapere che “swot” in inglese significa secchione. Beh, non so voi, ma io un secchione non lo sono mai stato. Studioso sì, ma il giusto!
 
Well, l’analisi SWOT è uno strumento di pianificazione strategica ed è stata ideata da Albert Humphrey, un professore dell’Università di Stanford, quella da cui tra gli altri sono usciti Larry Page e Sergey Brin, gli inventori di Google.
 
SWOT è un acronimo: S sta per Strengths, W per Weaknesses, O per Opportunities e T per Threats, E cioè punti di forza e punti di debolezza riferiti a fattori interni, opportunità e minacce riferite a fattori esterni.
 
Immagino vi stiate domandando a che diavolo serve l’analisi SWOT. Generalmente la si usa per verificare sulla carta la fondatezza di un progetto. Quello che qui voglio consigliarvi è di utilizzarla anche in vista di un colloquio di selezione, al quale è importante presentarsi preparati per far risaltare i propri punti di forza piuttosto che quelli di debolezza, cogliere le opportunità e sventare le minacce.
 
Ad un colloquio di lavoro spesso si arriva con lo stesso batticuore del “first-date”, cioè del primo appuntamento. Un certo nervosismo, of course, è comprensibile ma mostrarsi eccessivamente apprensivi è un punto di debolezza. Non possedere un buon bagaglio di esperienze può rappresentare una minaccia ma è una lacuna alla quale si può in qualche modo sopperire se si fa capire di essere fortemente motivati. Una predisposizione a lavorare in team è un punto di forza ma non è sufficiente dichiararla: per risultare credibili è il caso di raccontare qualcosa che possa comprovarlo. Certo, non è mai il candidato a condurre il colloquio, tuttavia i reclutatori non trascurano mai quelle tipiche domande che gli offrono l’opportunità di mettersi in luce.
 
“What is the gist?” diciamo noi. Ovvero, qual è il succo del discorso? Che i selezionatori hanno una strategia che applicano puntualmente nel corso di un colloquio. Perciò, uno straccio di strategia conviene l’abbiate anche voi. Vi bastano un foglio e una matita, tracciate una croce e ricavate quattro quadranti.
Scrivete una S in quello in alto a sinistra e una W in quello in alto a destra, poi rispettivamente una O e una T nei due sottostanti.
 
Nei quadranti S e O annotatevi gli aspetti che ritenete possano giocare a vostro favore, nei quadranti W e T quegli aspetti che viceversa potrebbero penalizzarvi. Opportunità e minacce, come vi ho detto, riguardano i fattori esterni: quindi tipo di azienda, ambiente o genere di lavoro. Una minaccia può essere ad esempio il fatto che il selezionatore tenda a prendervi poco in considerazione perché abitate piuttosto lontano dal luogo di lavoro: pensate a cosa potreste dire perché si convinca che per voi non costituisce un problema…
 
To crown it all, ovvero per coronare tutto, vi suggerisco di scaricare uno dei nostri ebook: “Come affrontare il colloquio di selezione?”. È gratuito e lo trovate nella sezione “Palestra lavoro” di questo sito.
All the best,
Mister Hire
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