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Pubblicato il 08 marzo 2019 in News
Un corso di laurea per i venditori: i professionisti più ricercati dal mondo del lavoro
La vendita è sempre più una professione, chi fa la differenza difficilmente resta senza lavoro.
Hello guys,
 
comincio col dirvi che uno dei miei scrittori preferiti è Robert Louis Stevenson, l’autore per capirci di grandi classici come “L’isola del tesoro” e “Lo strano caso del Dr. Jekyll e di Mr. Hyde”. Stevenson era anche un instancabile viaggiatore e morì all’età di appena 44 anni in uno sperduto villaggio dell’arcipelago delle Samoa, dove è sepolto. Ebbene, nel 1892, pubblicò “Attraverso le pianure”, splendido diario di un viaggio coast to coast da New York a San Francisco. Ve ne parlo perché in quelle pagine compare una frase che contiene una verità sacrosanta: “Everyone lives by selling something”, ovvero “Tutti vivono per vendere qualcosa”. Quel qualcosa non è necessariamente un prodotto o un servizio: ogni giorno vendiamo – o quanto meno proviamo a vendere – idee, consigli, punti di vista e qualcuno talvolta magari anche illusioni o bugie.
 
Se vendere per noi umani è così naturale, come si spiega che proprio i venditori sono le figure più ricercate sul mercato del lavoro? E come si spiega che il settore commerciale è quello con il più elevato turnover, con tassi che in alcune aree superano il 100% (il che significa che la forza vendita cambia pelle anno dopo anno)? Why? Perché?
 
Perché la vendita professionale non è, come diciamo noi inglesi, “a piece of cake”, ossia un pezzo di torta. Cioè, come forse direste voi, non è un gioco da ragazzi. «La vendita è fatta di alchimia, affinità, intuizione, ma anche – ha scritto Davide Baldi nell’introduzione del libro "Il venditore oggi", disponibile in questo stesso sito – di conoscenza, studio, applicazione». Venditori professionali non ci si improvvisa e il tempo ha reso del tutto anacronistica l’antica regola “sink or swim”, ovvero “affonda o nuota”, in auge decenni addietro, e che più o meno equivale al vostro “O la va o la spacca”.
 
Qualche giorno fa mi è capitata fra le mani una lista di università statunitensi che hanno corsi di laurea nel ramo vendite: le ho contate, erano 121. Una, la Weber State University, nello Utah, di corsi ne ha addirittura 20. Fra gli altri lì si sono laureati Willard Marriot, il fondatore dell’omonima famosa catena alberghiera, e Nolan Archibald, il manager che ha fatto diventare la Black&Decker un colosso mondiale. 
 
E in Italia? Esiste la “laurea in vendite”? Sorry, voi italiani siete alla preistoria. Però, qualcosa si muove.
Vi informo che dal 2013 l’Università di Teramo ha avviato, in collaborazione con un’associazione locale di agenti di commercio, un corso di laurea triennale orientato all’intermediazione commerciale.
Nel 2016 sono usciti i primi 50 iscritti, oggi il numero è salito a 110. In più, è notizia recente che l’Universitas Mercatorum, ateneo telematico con sede centrale a Roma fondato nel 2006 dalle Camere di Commercio, fra i corsi di laurea in gestione di impresa ne ha inserito uno ad indirizzo “marketing e vendite”
 
So che molti storcono il naso, oh yes, davanti alla prospettiva di una carriera come venditore. Una cosa però voglio dirvela: se sei un buon venditore, non resterai mai senza lavoro! Anzi…
Best wishes,
Mister Hire
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